Come ridurre la plastica nella vita quotidiana

Per oltre trent’anni abbiamo prodotto troppi rifiuti plastici, talmente troppi da far ribellare anche il nostro Pianeta Terra. I livelli di inquinamento sono ormai incontrollabili e le conseguenze si riversano sul clima e sulla natura. Cosa possiamo fare per dare il nostro piccolo contributo per salvare il mondo?

Sono necessarie più di due mani per contare le calamità naturali che si sono accanite contro la nostra Terra negli ultimi anni. Incendi che hanno devastato e dimezzato la Foresta Amazzonica e l’Australia, in Antartide la temperatura supera i 20 grandi, trombe d’aria si abbattono anche nelle zone meno a rischio del globo, rifiuti dominano le spiagge di ogni costa della Terra, ecosistemi marini completamente devastati, inquinamento atmosferico alle stelle e potremmo continuare all’infinito purtroppo. Non possiamo non fermarci anche solo per un secondo e riflettere. Riflettere sui danni che abbiamo causato ma soprattutto su cosa siamo ancora in grado di fare.

Il nemico plastica monouso

La plastica è certamente tra le primissime cause del cambiamento climatico e dell’inquinamento atmosferico, basti pensare che i materiali plastici hanno raggiunto persino la Fossa delle Marianne, ovvero il punto più profondo degli oceani. Inoltre i polietileni sono altamente tossici soprattutto nella loro fase di smaltimento a causa dei fumi che producono. Ma la plastica, per quanto sia il nemico numero uno di ogni essere vivente sulla Terra, è anche un elemento di cui non ci si può facilmente sbarazzare e probabilmente non riusciremo mai ad eliminarla totalmente. Quindi fra tutte le azioni che possiamo mettere in pratica per combattere attivamente il demone plastica, la prima è sicuramente quella differenziare la plastica generale da quella monouso: la prima compone mille oggetti che abbiamo in casa e finchè restano li, in bagno o in sala o in cucina, NON inquina. La plastica monouso invece è il vero problema: piatti, bicchieri, cotton fioc e bottiglie d’acqua. Sui primi 3 oggetti da anni sono in campo grandi battaglie che pian piano stanno cominciando a dare buoni risultati. La vera sfida del futuro invece riguarda l’acqua da non commercializzare più in plastica e trovare nuove fonti alternative.

Riduciamo il nostro impatto ambientale

Sensibilizzare ed educare le nuove generazioni ad un utilizzo consapevole della plastica nel quotidiano è il primo vero passo. Prima di tutto sarebbe bene cominciare ad usare le borracce, infatti in moltissime scuole ed uffici si cominciano a distribuire per invogliare la gente ad acquistare sempre meno casse di acqua che, oltre ad avere un peso fisico, hanno anche un peso enorme sul portafoglio ed un gravissimo impatto sull’ambiente.

Dove reperire l’acqua

Tuttavia è necessario porre particolare attenzione alle fonti da cui riempire le proprie borracce, poichè non sempre l’acqua del rubinetto è pura e sana per il nostro organismo. Come abbiamo già detto precedentemente, per trent’anni abbiamo prodotto ingenti quantità di plastica tanto da restarne letteralmente sommersi oggi. Le microplastiche sono ormai presenti ovunque e le nostre tubature possono trasportarne notevoli quantità insieme ai metalli pesanti derivati dall’ usura delle stesse, ai nitrati che arrivano dal sempre più massiccio uso di concimi in agricoltura, al cloro che lo stesso acquedotto immette per legge come disinfettante etc. Le microplastiche sono dannose per il nostro organismo, sono elementi cancerogeni e purtroppo le ingeriamo quotidianamente senza accorgercene. Recenti studi hanno dimostrato come ogni settimana ingeriamo circa 5 grammi di microplastiche attraverso cibi e acqua, il che è davvero preoccupante. Quindi acquistare acqua in bottiglie di plastica, può solo che aumentare il rischio di assunzione di queste sostanze nocive alla nostra salute e altamente inquinanti per l’ambiente.

Aiutando l’ambiente aiuti anche te

Se munisci te e la tua famiglia di borracce ridurrai il tuo impatto ambientale, ma devi stare attento alla fonte da cui riempi i tuoi recipienti. Una soluzione a questo problema può essere l’installazione di un depuratore di acqua K Water. La comodità di poter bere acqua pura, sana ed a basso residuo fisso direttamente dal rubinetto di casa tua, è certamente impagabile. In questo modo risparmierai sull’acquisto delle bottiglie di plastica, sul loro peso durante il trasporto e soprattutto eviterai di aumentare il livello di inquinamento ambientale. I depuratori K Water sono di vario tipo e si adattano bene ad ogni esigenza e portafoglio. K Water dispone di pacchetti “all inclusive” con impianto ed estensione di garanzia a 10 anni con manutenzione certificata inclusa. I depuratori di acqua moderni inoltre, sono strutturati in modo da risparmiare anche sul volume di acqua da trattare per ottenere quella finale pura ed a basso residuo fisso. Infatti i vecchi modelli impiegavano circa 5 litri per produrre 1 solo litro di acqua depurata, mentre oggi si punta sul green e la proporzione è scesa a 2 per 1. Forse sarà difficile liberarci della plastica, ma possiamo dare tutti insieme un contributo concreto per salvare la nostra Terra.

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